I nano influencer: una nuova strategia di marketing nell’era del web 2.0

31 Luglio 2019

Quanti di noi, quando si parla di “influencer”, sono soliti pensare ai volti celebri e pluripagati del mondo social? Persone che godono sicuramente di credibilità, personalità e che hanno il potere grazie ai loro numeri (si parla di milioni o centinaia di migliaia di follower) di condizionare le scelte di moltissime persone, dai teenager ai quarantenni, ma che talvolta vengono percepiti troppo “distanti” proprio dalle persone che sono solite seguirli e ammirarli.

Oltre questo gap, divenuto ormai insormontabile, si è giunti anche a una saturazione nel settore. Infatti, il mondo dei mega influencer – come potremmo chiamare queste figure – si trova in una fase di stallo: ormai sono in tanti, forse troppi.

Negli ultimi mesi dalle aziende americane, accortesi di questa situazione, è partita una nuova strategia: quella di rivolgersi ai cosiddetti nano influencer, persone il cui profilo è seguito da un minimo di 1.000 ad un massimo di 10.000 seguaci, e questa tendenza di recente ha iniziato a essere seguita anche dalle aziende europee.

Per un’azienda, contattare i nano influencer per le loro campagne pubblicitarie e per far conoscere i loro prodotti può rappresentare un enorme vantaggio: infatti questi sono più facilmente raggiungibili rispetto ai mega influencer, hanno un rapporto più diretto e genuino con i propri follower, e allo stesso tempo possiedono un numero di seguaci altamente fidelizzato ai loro contenuti e alle loro opinioni.
Se talvolta i mega influencer danno l’idea di essere mossi da mere motivazioni di carattere economico e di non credere realmente in ciò che sponsorizzano, i nano influencer risultano molto più credibili agli occhi dei seguaci.
Inoltre, last but not least, soprattutto ragionando in un’ottica aziendale, il costo delle collaborazioni con i nano influencer è nettamente inferiore e spesso, invece di un vero e proprio compenso economico, talvolta basta inviare in cambio i prodotti coinvolti nella collaborazione, permettendo così all’azienda un risparmio da non sottovalutare.

Tra i vari “compiti” di Mediability rientra anche la profilazione di tutti gli influencer che la singola azienda potrebbe ingaggiare per sponsorizzare il proprio marchio, nonché ovviamente la relativa analisi che permette di vedere qual è stato l’effetto ottenuto. Oltre all’analisi dei canali e dei follower (per genere, numero ed età) è infatti possibile analizzare a fondo i profili social di un determinato influencer, capire quanto potrebbe essere adatto alla nostra campagna e studiare una campagna di marketing per valorizzare al meglio il brand.

Scegliere l’influencer adatto è il modo migliore per emergere in un mercato saturo di contenuti come quello attuale: affidati alle nostre competenze, siamo qui per te!