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Nuove leggi per gli influencer: è così che dalla Francia arriva la prima regolamentazione del settore a livello mondiale

Lo scorso 2 giugno è stata approvata in via definitiva dal parlamento francese la proposta di legge che disciplina le attività promozionali online degli influencer, negli ultimi tempi accusati di non aver rispettato i criteri di trasparenza pubblicitaria e di immagine relativi ai loro contenuti.

Il testo di legge, entrato in vigore il 9 giugno scorso definisce influencers “persone fisiche o morali, che facendosi pagare, utilizzano la loro notorietà presso il loro pubblico per promuovere on line beni e servizi”. Già da questa definizione si comprende quanto sia determinante la notorietà di un personaggio nelle scelte dei consumatori, in particolare attraverso i maggiori social: Instagram e Facebook. La legge è stata approvata all’unanimità e rappresenta la prima regolamentazione in Europa e nel mondo che tenta di disciplinare uno scenario che con gli anni è diventato un vero e proprio “Far West”.

Con la legge, gli influencer vengono considerati dei veri e propri soggetti giuridici e risponderanno dei loro diritti e doveri davanti alla legge (in questo caso quella francese), diversamente da prima quando erano sottoposti a delle norme poco idonee, specie se si considera il contesto mutevole e imprevedibile dei social. In precedenza, esisteva già infatti una norma francese che prevedeva di indicare quando un contenuto postato era associato ad una sponsorizzazione oppure no, ma quest’ultima non era sufficiente ad evitare le continue frodi e abusi.

Quali sono allora le nuove regole che gli influencer dovranno rispettare?

  • Divieto di promozione di determinati beni e servizi

Oltre al divieto della promozione di contenuti alcolici sancito già dalla legge Evin (risalente al 1991 e applicata ai social solamente nel maggio scorso), sarà aggiunto il divieto nello sponsorizzare qualsiasi tipo di prodotto contenente nicotina.

Per ciò che riguarda l’ambito medico, sarà vietata la pubblicità di alcune pratiche come la chirurgia estetica o l’astensione terapeutica.

Ad aggiungersi alla lista anche i giochi d’azzardo e le scommesse sportive. Ammesse solo in quelle piattaforme dove ad accedere ai contenuti saranno solo utenti maggiorenni.

Inoltre, si cercherà di tutelare gli utenti dai potenziali rischi del dropshipping dei prodotti: la pratica nel vendere online attraverso negozi virtuali, un prodotto non posseduto materialmente dal venditore all’interno del magazzino. Molto spesso questi prodotti vengono sottoposti alla vendita ad un prezzo maggiore rispetto a quello stabilito dal mercato (a seguito delle commissioni) e se promossi in modo non veritiero, dopo aver ricevuto l’importo dal consumatore, queste piattaforme svaniscono nel nulla, lasciando il consumatore vittima di una truffa. Di conseguenza, è stato inserito il principio di responsabilità solidale tra inserzionista, influencer e suo agente e che vedrà quindi gli influencer coinvolti nella responsabilità di promozione nei confronti degli acquirenti dei prodotti che sponsorizzano.

  • Citare il fotoritocco per fini pubblicitari

È diventato imperativo indicare quali contenuti postati (foto, video, stories) sono stati modificati con filtri o fotoritocchi ai fini pubblicitari. Un provvedimento pensato per contrastare la pubblicità ingannevole, che può portare gli utenti a credere ad una realtà distorta, ben diversa da quella in vivono. Questa limitazione è stata pensata soprattutto per i giovani, gli utenti più vulnerabili, e quelli che possono riscontrare più facilmente la mancanza di autostima e depressione a seguito dei contenuti social visualizzati.

  • Assicurazione di responsabilità civile per gli influencer all’estero

La legge obbligherà agli influencer che lavorano al di fuori dell’Unione Europea, della Svizzera o dello Spazio Economico Europeo di stipulare un’assicurazione di responsabilità civile all’interno dell’Unione, in modo da instaurare un fondo per risarcire eventuali danni verso gli utenti consumatori. Questo perché molti influencer facenti parte dell’UE, da alcuni anni hanno deciso di lavorare in paesi dove le norme fiscali sono più favorevoli (in particolare verso gli Emirati Arabi).

Si dice che le regole siano fatte per essere infrante e quindi che cosa piò succedere se si va contro il loro adempimento?

Gli influencer che non rispettano le norme sulla pubblicità possono rischiare fino a due anni di carcere e una multa da 300 mila euro. La DGCCRF (l’autorità francese di regolamentazione delle frodi), dall’approvazione della legge, ha già emesso delle sanzioni contro sei influencer per pratiche commerciali ingannevoli. Tra le cause: pubblicità ingannevoli per servizi di consulenza sulle scommesse sportive, partnership non menzionate e promozione di iniezioni di acido ialuronico. In aggiunta, gli influencer in discussione saranno obbligati a pubblicare sul proprio account Instagram un avviso dell’autorità francese con scritto: “gli agenti della DGCCRF hanno avviato un’ingiunzione amministrativa”, e il post dovrà essere messo in evidenza nel loro profilo per un mese.

Per un influencer che vive di lavoro social sono sicuramente delle multe e sanzioni molto salate che oltre che avere un impatto economico non indifferente, hanno sicuramente un impatto in termini di immagine con l’eventualità di fa venir meno la loro credibilità. La Francia ha fatto il suo primo passo in un ambiente pieno di insidie come quello dei social e chissà se altri paesi sulle orme di quest’ultimo cominceranno a adoperarsi per tutelare e proteggere gli utenti dalle mistificazioni dell’universo degli influencers.

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